Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso volere d'essere niente. A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo.
martedì 16 ottobre 2012
Sulcis come la Ruhr? Certo, se i nostri politici fossero tedeschi..o sardi?
lunedì 19 settembre 2011
Credere ad un sogno o rassegnarsi ad una bugia
Ma preferisco credere ad un sogno che rassegnarmi ad una bugia.
martedì 24 agosto 2010
In morte di Francesco Cossiga
Nel dettaglio, la mia ipotesi si basa sulla capacità dei Sardi di identificarsi in politici locali di rilevanza nazionale (italiana).
Ma la “leva” dei politici Sardi post secondo dopoguerra non ha lasciato eredi. I Pisanu, Cicu, Parisi, Diliberto, Angius sono delle seconde linee, Soru è impegnato a risollevare le sorti della propria azienda, lo scarso potere in termini di seggi stanno immancabilmente distaccando dal sentire comune dei Sardi la politica “romana” da quella locale. Addirittura in certe aree (Gallura) si vede come locale un politico come Berlusconi che ha la seconda (?) casa a Porto Rotondo.
Insomma c’è una progressiva spersonalizzazione, aumentata dalla attuale legge elettorale che lascia campo libero ai partiti politici candidare chi si voglia dove si crede.
Ma il delegare ad altri che erano in un certo qual modo rappresentanti del territorio paga se quel qualcuno ha un peso, insegna la storia dell’Italia repubblicana.
mercoledì 9 giugno 2010
Considerazioni sul risultato delle elezioni provinciali in Sardegna: il caso IRS
Il risultato della competizione elettorale, che peraltro vede IRS raddoppiare i propri voti, tuttavia non deve trarre in inganno. I risultati infatti sono di difficile analisi.
Infatti IRS ha ottenuto risultati consistenti solo in situazioni dove vi sono leader riconosciuti (Gavino Sale in Tàtari ) o una presenza sul territorio radicata (in Nùgoro et Aristanis, per esempio) come peraltro ben illustrato all'interno del grafico, preso direttamente da http://www.irsonline.net.


Pure in aree a componente elettorale potenzialmente vicine ad IRS (Campidanu et Ogiastra) i risultati non sono stati così eclatanti, mentre come era prevedibile in Gaddura non è passato il messaggio.
A mio avviso l'unità delle forze indipendentiste è la conditio sine qua non per la creazione di una forza politica che aspiri ad essere Natzione; sarebbe la prima critica che gli avversari muoverebbero a IRS, continuando rimestare la solita minestra dei "pocos locos y mal unidos".
Gli esempi dei partiti che hanno portato poi i loro popoli all'indipendenza certo non passa per distinguo magari non secondari (penso a quanto accadde in Irlanda per esemio) ma per certo in questo moemnto, ancor più di altri, è necessaria l'uinone delle forze indipendentiste, che formerebbero quindi quella massa critica di cui il movimento indipendentista necessita per avere dapprima rilevanza a livello egionale (tutt'oggi non presente) e quindi in parlamenti italiani.
IRS, infatti, non fa ancora paura, nè vista ancora come chi davvero può essere protagonista della scena politica isolana. L'iconografia comune, infatti, vede ancora il movimento come un gruppo di simpatici utopisti dall'italianoa approssimativo vestiti in velluto che si arrabattano in questioni senza senso compiuto tipo una battaglia della quale la stragrande maggioranza degli stessi Sardi non conosce l'esistenza.
Il mio pensiero è che invece IRS deve diventare antipatica, rendersi fastidiosa al potere sollevando questioni reali come quella dell'eolico o delle tasse inique sugli agricoltori, e che smascheri ogni situazione (e ce ne sono a bizzeffe) in cui i partiti del continente latitano o semplicemente non fanno l'interesse della Sardegna.
Il mio auspicio, dunque, è che IRS diventi davvero movimento di popolo, diventando appunto quanto nel suo acronimo, Repubrica del Sardigna.
mercoledì 3 giugno 2009
Istimada Euopa, deu bolemmu ma no pozzu
A seguire il testo in inglese
Istimada Europa,
sesi una comunidadi de culturas, de limbas,
pòpulus e natzionis diferentis aintru e issas e tottu,
scetti unidas in sa costitutzione de unu spatziu polìticu de paxi, democratzia e bene-istare.
Nosu sardus, a mannu dolu nostru, non podeus intrai in su Parlamentu tuu, poita su sistema eletorale italianu previdit unu collègiu Sardigna-Sitzìlia chi no si lassat eliggi nostrus rapresentantis in sa istitutzione chi decidit de is aspettus fundamentalis de sa vida nostra d'ogna dì.
Esti, si cumprendi, un'àtteru bucconi avvelenau de s'autonomismu e de una classi dirigenti isolana chi, mancai cun fueddus bellus, no as scippiu ni boffiu fai nudda pro donai a sa natzione sarda mancu sa parti de sa rapresentàntzia europea chi si toccada.
Is partidus italianus torranta a si consigliai de votai gente chi anda in su Parlamentu tuu, scetti chi no funti ingunis po curai is interessis de sa Sardigna.
Deu no creu chi custu siat giustu. No appu a votai un'attra borta unu polìticu a non mi rapresentat, scetti chi non mi bollu astènni.
Scioberu sticchiri custa Lìttera in s'ischeda eletorale po denunciai s'assèntzia, mala a bajulare, de sa Sardigna de su Parlamentu Europeu.
Scioberu de fai intèndi sa boxi mia e dei mi movvi po chi sa Sardigna siat aicci forti po ottenni sa soberania sua e pozzat eliggi 7 èuro-parlamentaris, su chi giai fainti natzionis indipendentis cummenti Malta o Cipru, mancai funti ìsulas medas prus piticas de sa nostra.
Istimada Europa, sa speranza mia esti chi custa lìttera ti arribat e chi medas attrus Sardus, residentes in Sardigna o afforas, fainti cummenti a mei e chi pozzant connsci chini faidi di a beru is interessis de issus.
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Dear Europe,
You are a community of cultures, languages, peoples and nations different from each other that have united with the aim to build a political space for peace, democracy and wealth.
We Sardinians are, however, excluded from the European Parliament because the Italian electoral system has created a single constituency that combines Sardinia and Sicily.
Sicily is far more populous than Sardinia, so therefore we Sardinians have been prevented from electing our own representatives in the very parliamentary institution where many decisions regarding primary aspects of our daily life are taken.
This is just the latest of many set-backs caused by the autonomism pursued by the Sardinian political class that has been deplorably unable or unwilling to act in order to secure at least some of the representatives in the European Parliament that the Sardinian nation deserves to have. Once again, the Italian political parties invite us to vote for candidates that will certainly not act on behalf of Sardinia.
I do not believe this is rightful. I will not vote once again for a politician who will not represent me, but in the meantime I refuse to abstain.
Instead I will include this letter in the ballot paper to decry the unacceptable absence of Sardinian representatives in the European Parliament.
I would rather cry out and act so that Sardinia could attain full sovereignty and thus elect 7 MEPs as other sovereign nations such as Malta and Cyprus already do, although they are smaller than Sardinia.
Dear Europe, I hope you will receive this letter and I hope that many other Sardinians, either living in Sardinia or abroad, will do the same and will realise who really cares about their own interests.